“E ora dove investo”? Ecco come rispondo ai miei clienti.

Ormai non si ha più idea di come muoversi.

Le certezze che hanno accompagnato i risparmiatori (perché chiamarli investitori fa brutto!) negli ultimi 50 anni sono ormai scomparse, non si trovano più.

Lo scenario è mutato ed i punti cardine sono venuti giù come un castello di carte.

Iniziamo con i ragionamenti.

Case

Il primo investimento per noi italiani è sempre stato il mattone, la casa, prima, seconda, terza o ennesima che sia se si voleva regalare un futuro sicuro alla propria discendenza bisognava lasciar loro un patrimonio immobiliare e più era grande più era una benedizione.

Sono Contrario.

Per una serie di motivi l’investimento in immobili risulta essere poco redditizio, se non addirittura, perdente.

Le case rendono, conti alla mano, tra l’1% ed il 2% all’anno. Non di più. Inoltre il loro valore tende a scendere e si stabilizzerà ad una distanza siderale da quelli che erano i valori qualche anno fa.

Per aggiungere una bella dose di svantaggi ti segnalo anche il problema del #PassaggioGenerazionale .

Ti vado subito a chiarire il perché.

Immagina di avere i tuoi genitori che ti lasciano un patrimonio in immobili (1, 2, 15 milioni di euro?). Una vera fortuna, ma HAI UN GRANDE PROBLEMA!!! 

Se non hai liquidità, ma solo immobili come paghi la successione? Dovrai, per forza, svendere uno o più immobili per entrare in possesso del resto dell’eredità. Ti sembra forse un buon affare???

A me no.

Inoltre.

Per ora le imposte sulle #successioni sono ad oggi, per i discendenti diretti, del 4% con una franchigia di 1 milione ad erede tutto compreso (beni mobili ed immobili), ma si parla di rivedere questo sistema tutto italiano e di livellarlo ai parametri europei.

Cosa accadrà? Lo sapremo a breve.

Titoli di Stato

Sono finiti i tempi dei titoli di Stato che strarendevano. I Bot a doppia cifra sono ormai un ricordo quasi sbiadito (senza contare che l’inflazione era molto più alta e quindi il rendimento reale era ben diverso da quello espresso dalla percentuale…ma vabbè…).

Le CACS sono realtà da diversi anni ed incombono come una moderna spada di Damocle sulla testa di coloro che hanno investito in titoli di Stato con durata superiore ai 12 mesi emessi dopo il 01.01.2013.

A questo aggiungiamo anche i tassi, finalmente, previsti in rialzo ed ecco che il quadro è completo e più che complicato

Conti Correnti e Conti Deposito

Qui bisogna tenere d’occhio 2 Punti.

  1. Se vedi un tasso particolarmente invitante su uno strumento a 12 mesi (o 18, o 24, comunque tecnicamente di breve periodo) domandati come mai un’azienda offra dei tassi “invitanti” quando lo strumento “a rischio zero” (con tutte le tutele del caso) ovvero il BOT è addirittura negativo. Solitamente sono offerte per fare raccolta ed attrarre capitali, ma tra Bail In e rischi vari…io starei con le orecchie rizzate
  2. Il secondo punto sul quale fare attenzione è proprio la solidità bancaria. Oggi non sei più solo risparmiatore, ma sei, volente o nolente, un investitore in quanto se le condizioni sono particolarmente sfavorevoli potresti trovarti a dover intervenire (tengo a sottolineare che questa è davvero una condizione estrema, ma possibile.

 

Dopo questa sequela di spiegazioni la domanda successiva, che puoi immaginare anche tu è: “Allora in cosa investo”…ma questo sarà oggetto di un altro post…

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