Volatilità: più parole e meno fatti

 

Parole

 

Ok, ormai lo sappiamo tutti: i mercati finanziari anticipano sempre quello che poi, regolarmente, accade all’economia reale.

Scontano prima, con una regolarità quasi elvetica, tutto quello che poi si ripercuote sui mercati e che leggiamo sui giornali, vediamo sui TG o sbirciamo sui social networks.

In generale possiamo riunire questi movimenti dei vari mercati (e per mercato non intendo, certamente, solo quello azionario, ma anche quello obbligazionario, quello delle valute, quello delle materie prime, insomma MERCATO nel senso più ampio del termine) sotto il nome di VOLATILITA’.

La volatilità che vediamo è, spesso, non frutto di dati reali o di fatti, ma di dichiarazioni, di interviste, di interpretazione di alcune dichiarazioni (criptiche) rilasciate da autorevoli membri di questo o quel board, di questa o quella azienda, di questo o quell’ente nazionale o sovranazionale.

Lo notai la prima volta con Draghi quando, in un periodo di burrasca per la nostra amata/odiata moneta unica dichiaro, con decisione e con un’accuratissima scelta dei termini e una comunicazione assertiva,

Faremo tutto quello che è necessario per salvare l’euro”

Gli operatori, gli analisti, gli investitori hanno “scommesso” sull’autorità, sull’autorevolezza e sul potere che esercita chi ha fatto questa affermazione.

E i mercati ripartirono anche in assenza di dati o fatti.

Lo stesso movimento, ma questa volta nelle due direzioni, lo abbiamo vissuto in questi giorni di turbolenza greca.

Il governo dice che non può accettare certe condizioni e tutte le borse nel mondo correggono; il giorno dopo una dichiarazione fa intravedere una soluzione e tutti riprendono; si indice il #Greferendum e giù; però faremo le riforme…e su; vince il NO, si paventa la #Grexit e si scende; troveremo un accordo lo stesso e si sale.

In buona sostanza in un momento di “sensibilità” da parte di tutto il mondo basta un sussurro per generare un movimento (verso l’alto o verso il basso) anche con percentuali importanti.

Quello che né parole, né fatti potranno scalfire è la tendenza che ha il mondo di crescere.

Facendo un ragionamento generale possiamo affermare che: non c’è una generazione che stia peggio della precedente.

Noi abbiamo più auto, più televisori, una migliore medicina, una migliore tecnologia (senza entrare nel merito etico della questione, ma analizzandola solo dal punto di vista oggettivo) rispetto a quelle che avevano a disposizione i nostri genitori a parità di età, e così anche andando a ritroso nella storia della nostra specie.

La volatilità è un fattore assolutamente normale, anzi spesso un vantaggio.

Ok, sono d’accordo anche io…a volte si esagera con queste opportunità, ma se vissute nella maniera corretta si riesce anche ad avere un vantaggio, si riesce a surfare l’onda e non esserne travolti.

In sintesi basta affidarsi ad un professionista che, leggendo questi movimenti e basandosi su una solida diversificazione creata sulle EFFETTIVE esigenze del cliente, riesca a guidare, dirigere ed orientare il capitale che gli hai messo a disposizione.

Nessuno ha la sfera di cristallo, nessuno prevede, nessuno conosce in anticipo i movimenti del mercato (se non quelli che lo muovono, ma sono davvero troppo in alto), ma una strategia può essere messa in campo, delle contromisure possono essere adottate, degli approcci non basati sull’emotività del momento possono essere messi in pratica.

In pratica, interpretando in salsa moderna un motto degli antichi romani…

Un'unica regolaDIVERSIFICA ET IMPERA

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