Sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno…

Così cantava Mr. Cherubini alcuni anni fa, ma io mi ci sento davvero.

Intanto per la mia famiglia, ma non saranno loro l’argomento di questo post, per quanto fondamentali in tutto quello che faccio nella mia vita. Li amo.

Mi ritengo fortunato per il lavoro che faccio.

Avrai letto nella pagina CHI SONO che faccio il promotore finanziario e ti garantisco che questo post non sarà neanche un minimo un adv, una pubblicità. Non voglio venderti nulla qui.

Scrivo perché mi rendo conto che lavoro con passione in un ambito che mi piace molto, nel quale posso davvero fare la differenza e, per restare in tema canoro, posso dare di più.

L’azienda per la quale lavoro mi ha dato la possibilità negli anni sia di realizzare i sogni di cui sopra, ma anche di assistere a discorsi, a conferenze di veri e propri GIGANTI del nostro tempo.

Ho visto da vicino persone che hanno davvero fatto la storia del mondo, ho avuto la fortuna di ascoltarli dal vivo, di emozionarmi alle loro parole, di vivere esperienze che, a ripensarci oggi, sembrano impossibili.

Ho da vicino ascoltato Stephen Wozniakil co-fondatore di Apple. Ascoltare il suo sogno, la storia di come l’azienda più capitalizzata al mondo sia nata. Vivere nei suoi gesti, nei suoi occhi i primi momenti pioneristici della scommessa, evidente vinta.

Ho sentito la forza, potente, di Lech Walesache ci ha parlato del cambiamento, di come ci si debba muovere per far valere le proprie idee. Le immagini delle sue manifestazioni hanno accompagnato la mia infanzia ed averlo davanti, dopo la sua vittoria mi ha colpito molto.

Sono stato letteralmente travolto dall’energia e dall’amore sprigionati da Patch AdamsIl suo discorso, i suoi racconti mi hanno fatto ridere e piangere nel giro di pochi secondi, mi ha fatto sperare nel bello della vita e nel bene dell’uomo. Ha chiamato sul palco dei colleghi chiedendo semplicemente: “chi di voi sta passando un momento difficile salga ora sul palco” ed è stato un momento magico, mistico, da non credere. Per chi non l’ha provato sembra impossibile, me lo avessero raccontato non ci avrei mai creduto. L’ho vissuto e quell’esperienza me la porto nel cuore.

Vedere davvero Chris Gardner mi ha lasciato senza parole. Credevo che il film “La ricerca della felicità” (basato sulla sua vita) fosse “romanzato”, esagerato. Certamente non ha rappresentato la realtà. E’ stato molto più leggero. Ascoltare le sue difficoltà, la sua ferrea forza di volontà, immaginare cosa ha dovuto attraversare insieme a suo figlio (nel film aveva 4 anni, nella realtà 2…la stessa età di mio figlio nel 2011 quando l’ho visto) mi ha toccato nel profondo.

François Pienaar mi ha portato a vivere un momento di sport e di storia. Lui è stato il capitano della nazionale sudafricana di rugby che ha vinto il mondiale sotto gli occhi di Nelson Mandela (hai presente il film invictus? Ecco, Matt Damon). Gli fu chiesta un’impresa, la realizzò insieme al suo team. Un’impresa che andò oltre le divisioni, le ideologie; tutti uniti verso la meta (letteralmente). Prima di lui la voce del rugby italiano Vittorio Munari, un grande uomo di sport con un grandissimo senso della squadra (e dell’ironia). Inoltre quella stessa convention aveva come leitmotiv il film “i sogni segreti di Walter Mitty” e lì ho sentito per la prima volta una frase che, da quel momento, porto nel cuore ed è il motto della rivista LIFE:

Vedere il mondo, in tutta la sua meraviglia aspirando all’impercettibile infinito. Cose pericolose da raggiungere, perché non serve vivere se non si tenta di superare se stessi sempre un po’ di più. Trovarsi l’un l’altro, e sentirsi, sentire semplicemente il proprio cuore battere come mai aveva fatto. Vedere il mondo, cose pericolose da raggiungere, trovarsi l’un l’altro, e sentirsi.”

Una lezione di vita mi è stata data, ultimamente, da Oscar FarinettiAscoltarlo raccontare i suoi principi, la sua visione è stato illuminante. Sentirlo descrivere la biodiversità italiana e poi traslarla nel mondo degli affari mi ha dato una spinta unica, non vedo l’ora di leggere il suo libro. La responsabilità che mi ha messo addosso per cercare di ripagare la fortuna immeritata (in realtà lui parlava di “gran culo”) di essere nato qui. Devo ancora metabolizzare il tutto…è troppo fresco…

Grazie ai nostri eventi ho incontrato Simona AtzoriUna vera ARTISTA che ha fatto a tutto il pubblico, che aveva appena assistito al suo fantastico spettacolo di danza, una domanda semplice quanto spiazzante: “cosa ti manca per essere felice?”. Un libro fantastico, una storia che sembra irreale, ma che ho visto realizzata con i miei occhi.

In più ho la fortuna di aver seguito dei corsi con i migliori #socialmediacosi ( 🙂 )che hanno cercato di insegnarmi le potenzialità ed il funzionamento del mondo dei social. Persone con le quali ho instaurato anche rapporti umani (alla faccia di chi dice che i social uccidono i rapporti reali). Ascoltare e vedere dal vivo Riccardo Scandellari, Rudy Bandiera, Diego Orzalesi, Tommaso Sorchiotti che mi hanno mostrato la strada che si percorrerà nei prossimi anni mi ha fatto impegnare con costanza. Spero di riuscire a mettere in pratica almeno il 10% dei loro insegnamenti…e già sarei anni luce avanti a molti…

La fortuna si conclude poi con l’avere nell’azienda, nel management, persone che hanno una visione che va decenni avanti.

Oscar Di Montigny apre scorci sul futuro che al solo ascoltarli mi viene in mente la frase di Claudio Baglioni in “io sono qui”, ovvero “l’unica paura che resta del futuro è di non esserci” . Mi spinge a riflettere sul mio essere, mi offre spunti continui per migliorarmi come persona e come professionista.

Ultimo, ma non ultimo, ho la fortuna di avere alla guida dell’azienda per la quale lavoro Ennio DorisUn vero self made man, che non dimentica le sue origini, la sua Citroen Pallas, la sua bici. La sua visione chiara, cristallina del futuro, degli scenari di cosa fare, di come mutare è sempre illuminante, spiazzante e motivante, e poi vedere le sue emozioni trasparire è qualcosa di, per me, inimmaginabile.

Per concludere, sono un ragazzo fortunato non solo  perché mi hanno regalato un sogno, ma anche e soprattutto  perché mi viene data la possibilità di coltivarlo nel tempo, mi viene data la possibilità di migliorarmi, di comprendermi.

Insomma più di mille parole che potevano essere sintetizzate in una sola:

GRAZIE

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